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Storia del Comune

Origini e storia del Comune di Monte San Giovanni Campano

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Descrizione

L'origine della Città viene fatta risalire al IV secolo a.C. e precisamente alla distruzione di Cereate.
Per l'asprezza e l'inaccessibilità della posizione, inizialmente denominata CASTRUM FORTE, in seguito precisamente a partire dal pontificato di Urbano II, assume il nome di MONTIS SANCTI JOHANNIS. Difatti nelle bolle papali inviate ai Vescovi di Veroli per la conferma della dipendenza della chiesa di S.Giovanni Battista ed Evangelista alla diocesi, la Città è indicata con il nome di "Montis Sancti Johannis" scelto, presumibilmente, in considerazione dell'omonimo monastero fondato nel centro Cereatino da S.Benedetto in occasione del suo passaggio della Valle del Liri e, quindi, per la devozione degli abitanti per il Santo.
L'aggettivo "Campano" fu aggiunto nel 1872 per distinguerla da un'omonimo Centro nel Reatino.
Le origini della fase delle fortificazione e dell'incastellamento risalgono al IX Secolo.
Nel 1159, per effetto di transazioni e permute, tra la Santa sede ed il Re di Sicilia, si costituì nella Città una "Signoria Feudale" che formerà poi il nucleo del nuovo Comune.
Nel 1183 la Città era ancora integrata nel territorio di Veroli, ma una bolla di Lucio III parla di Monte San Giovanni e di Strangolagalli senza la solita aggiunta relativa all'appartenenza territoriale.
Nel 1243 San Tommaso D'Aquino per due anni fù rinchiuso nel castello ducale (ancora oggi ben conservato) dai suoi familiari per impedirgli di intraprendere la carriera ecclesiastica con i padri domenicani.
Durante la prigionia compose i suoi due primi scritti filosofico-scientifici "De Fallacis" e "De Propositionibus Modalibus".
Risalgono al 1334 i primi documenti notarili che testimoniano la presenza a Monte San Giovanni di Ebrei, in particolare presso la via Arendula. Dopo la nascita del Ghetto di Roma nel 1555 e l'espulsione degli Ebrei dall'Italia Meridionale, Monte San Giovanni diventò il luogo in cui gli Ebrei potevano ancora vivere, commerciare, possedere beni e prestare denaro. Di questa importante presenza resta oggi come unica traccia, il cognome Del Monte, ancora diffuso fra gli Ebrei romani.
A lungo considerata una delle più efficienti ed imprendibili fortezze del Lazio, la città subì gravi danni solo nel 1495 con l'attacco delle truppe di Carlo VIII di Francia durante la sua discesa in Italia alla conquista del Regno di Napoli.
Nel 1592 Clemente VIII, con proprio breve, concesse alla Comunità le Chiavi Pontificie e l'Ombrello Liturgico delle Basiliche.
Nel gennaio 1842, il Pontefice Gregorio XVI, in considerazione della prigionia in essa trascorsa da S. Tommaso d'Aquino, elevò il centro al rango di Città.
Il 2 luglio 1791 nacque a Monte San Giov. Campano Carlo Vizzardelli, professore di diritto ecclesiastico all'Università di Bologna. Creato Cardinale da Papa Pio IX nel 1848 fu Prefetto della S. Congregazione degli Studi: nominato protettore della città nel 1850, morì mil 24 maggio 1851.
Il 26 ottobre 1867 nei pressi del rurale casino Valentini si consumò un episodio di grande eroismo tra Forze dell'esercito Pontificio ed un gruppo di volontari Garibaldini. Al termine dell'assedio morirono, dopo aver rifiutato la resa, 23 giovani Garibaldini.
Con la costituzione della Provincia di Frosinone avvenuta il 6/12/1926, Monte San Giovanni Campano venne a trovarsi quasi al centro del territorio Provinciale non lontana dal capoluogo della nuova provincia, e sede di mandamento con Boville Ernica sino al 1960 e successivamente con Strangolagalli.

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Ultima modifica: giovedì, 28 dicembre 2023

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